Published On: ven, Nov 9th, 2012

Scrittura istintiva o pianificata?

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Dopo aver raccolto le idee e gli spunti che si pensa di voler inserire all’interno del proprio racconto non si hanno più scuse per non cominciare a mettere nero su bianco i propri pensieri e dare inizio alla stesura del proprio romanzo.

Non è possibile affermare che ci sia un unico modo per scrivere una storia, né tanto meno che esista un approccio che si riveli essere più giusto o corretto di un altro; sono infatti le esigenze dell’autore stesso ed il suo modo di essere a fare di quel particolare modo quello più adatto.

E’ possibile individuare un grande numero di approcci diversi alla scrittura creativa, ma per semplicità andremo a presentare ora due metodi che, in un primo momento, potranno sicuramente sembrare in antitesi tra loro per chi leggerà questo post. In realtà, è necessario tenere sempre a mente che esistono innumerevoli metodi che possono essere collocati a metà strada tra questi due e che, per un aspetto oppure per un altro, sono più vicini all’uno o all’altro.

Il primo metodo è quello della scrittura istintiva, che generalmente si utilizza quando si possiede già un’idea precisa di ciò che si vuole andare a scrivere. E’ sicuramente il metodo più creativo, in quanto prevede che lo scrittore si sieda davanti ad un foglio bianco e che lo riempia facendosi guidare dagli sviluppi spontanei che assume la storia via via che la si scrive.

I pro della scrittura istintiva riguardano sicuramente la possibilità di lasciarsi guidare dal proprio istinto e dalla propria fantasia, non vi è la necessità di dover forzare gli eventi del racconto per poter arrivare alle soluzioni che si sono precedentemente stabilite e, infine, è possibile adattare la storia parallelamente al procedere della sua stesura.

I contro della scrittura creativa riguardano invece l’alto rischio di incorrere in dei blocchi, la creazione di plot holes (ovvero buchi nella trama) e di ritrovarsi alla fine con una storia che è totalmente diversa da ciò che si era pensato inizialmente. La scrittura istintiva può essere quindi un’arma a doppio taglio, soprattutto per chi è alle prime armi.

Per quanto riguarda la scrittura pianificata, lo scrittore stabilisce a priori quali saranno i punti centrali del suo racconto, nonché tutta una serie di elementi preparatori che costituiranno una struttura ed un supporto da seguire nel momento della stesura della storia.

I pro della scrittura pianificata riguardano quindi un minore rischio di blocco perchè lo scrittore sa in anticipo cosa dovrà andare a scrivere e, di conseguenza, un minore rischio di plot holes (grazie alla presenza di appunti e schemi è più difficile commettere errori rispetto ai personaggi, alle ambientazioni e via dicendo).

I contro di questo metodo riguardano invece la sensazione di rigidità che potrebbe essere sperimentata dalla scrittore, in quanto con la scrittura pianificata tende a perdersi il senso di libertà derivante dal potersi lasciare andare nella scrittura facendosi guidare mano mano dagli eventi.

Per chi è alle prime armi con la scrittura, però, il metodo della scrittura pianificata può rivelarsi particolarmente utile ed efficace, ed è, probabilmente, il metodo che sarebbe più opportuno scegliere. Il riuscire ad organizzare il materiale relativo ad ambientazioni, personaggi e, più in generale, allo svolgimento del racconto in maniera ordinata (ad esempio all’interno di un quaderno apposito) è infatti sicuramente di grande aiuto nel momento in cui ci si trova a dover scrivere la prima bozza del proprio romanzo.

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