Published On: gio, Nov 8th, 2012

Mostrare non raccontare

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Chi ha deciso di dedicarsi seriamente alla scrittura e vuole diventare uno scrittore degno di questo nome deve necessariamente essere cosciente che esistono delle regole che è opportuno seguire se si vuole riuscire a scrivere qualcosa di buono.

Una di queste regole è quella che recita “Show, don’t tell” che, tradotto dall’inglese, vuol dire “Mostra, non raccontare”. Il riuscire a fare propria questa regola ed il tenerne conto e l’applicarla quando si scrive è sicuramente uno degli elementi che possono contribuire a distinguere tra uno scritto buono  ed uno cattivo.

I lettori, molto probabilmente, si staranno ora chiedendo di che cosa si sta parlando, in quanto può risultare, almeno in apparenza, un controsenso invitare uno scrittore a non raccontare. In realtà non è così, perchè ciò che questa regola vuole comunicare riguarda piuttosto l’importanza di concentrarsi maggiormente sulla scrittura di dialoghi ed azioni evitando, invece, i commenti e le spiegazioni che l’autore dà nel proprio testo.

E’ importante che chi legge possa farsi una sua idea dei personaggi e delle situazioni che vengono raccontate all’interno del libro e per permettere questo è necessario che l’autore non dica tutto, non metta etichette eccessivamente rigide ai propri personaggi e non dia continue e superflue spiegazioni.

Il lasciare spazio alle interpretazioni del lettore permetterà che egli si possa identificare maggiormente nei personaggi e nelle vicende che sta leggendo; inoltre, in questo modo potrà farsi una propria opinione rispetto ad entrambi questi elementi e ciò aumenta sicuramente l’interesse e l’attenzione di chi legge.

A questo punto può venire spontaneo chiedersi come riuscire ad ottenere questo scopo, ovvero limitare le proprie spiegazioni ed i propri commenti quando si sta scrivendo. Andremo quindi a rispondere a questo quesito presentando alcuni elementi a cui è possibile dare maggiore rilievo e che rispondono alla regola dello “Show, don’t tell”.

In primo luogo, è sempre utile descrivere la scena in cui si volge l’azione. Che sia una scuola, un bar o una piazza permetterà a chi legge di entrare all’interno della narrazione e di contestualizzarla in maniera più efficace.

In secondo luogo, è sempre bene privilegiare l’utilizzo di dialoghi. Non è necessario che siano particolarmente lunghi ed articolati, ciò che più conta è che permettano al lettore di comprendere meglio i personaggi, il loro modo di fare e di essere e ciò che li porta ad agire a quel modo. Un dialogo, inoltre, aumenta il ritmo della narrazione e può quindi essere un buon elemento da inserire dopo un periodo di discorso indiretto particolarmente lungo.

Un terzo elemento utile è la descrizione delle azioni. Soprattutto nei casi in cui si decide di inserire dei dialoghi molto concisi e stringati è bene che siano le azioni dei personaggi a parlare per loro ed a chiarire meglio il carattere e la personalità di quel determinato personaggio.

Il rimando a percezioni sensoriali di uno o più dei cinque sensi (come ad esempio l’odore o il suono) è un’altra strategia molto utile al fine di coinvolgere il lettore. La descrizione del calore del sole sulla pelle e di un intenso profumo di gelsomino renderà molto più semplice per il lettore pensare all’estate, in quanto fa leva sull’esperienza personale che chi legge ha rispetto a quella particolare stagione dell’anno, e il poter riconoscere elementi noti favorirà sicuramente l’immedesimazione e l’attenzione per ciò che sta leggendo.

Riassumendo, è preferibile concentrarsi sul mostrare piuttosto che sul raccontare sia per rendere le scene e le vicende vivide e piene di significato che per lasciare spazio alle interpretazioni e alle opinioni di chi legge. Inoltre, permette di dare maggiore importanza e rilievo ad una particolare scena, nonché imprime quella stessa scena nella mente di chi legge con maggiore efficacia.

Da quanto è stato presentato sino ad ora emergerà con maggiore chiarezza quanto sia poco utile e produttivo mettere in atto una strategia opposta, ovvero il non permettere al lettore di sviluppare un proprio pensiero e una propria opinione in merito alle vicende che vengono raccontate.

Il fornire indicazioni rispetto a ciò che si deve pensare  e provare nei confronti di personaggi e vicende renderebbe, inoltre, quel testo più simile ad un testo teologico piuttosto che ad un romanzo di narrativa; a meno che non sia proprio un  testo di teologia ciò che si vuole scrivere, è dunque bene evitarlo.

E’ bene sottolineare che, ovviamente, tutto questo non si traduce nell’impossibilità di non esprimere la propria opinione come scrittore; al contrario, è sempre bene ricordare che è l’autore che può decidere cosa raccontare e mostrare, nonché il modo in cui farlo.

Come ogni regola che si rispetti, anche la “show, don’t tell” è dotata di alcune eccezioni, ovvero dei momenti in cui sarebbe preferibile che l’autore privilegiasse il raccontare piuttosto che il mostrare.

E’ importante infatti che l’autore dia un peso diverso alle diverse scene della narrazione, in quanto, ovviamente, non tutte meritano un’attenzione particolare. Può essere utile pensare a tutte quelle scene di passaggio che collegano due punti salienti della narrazione, come può essere ad esempio la scena che segue la grande litigata tra il personaggio principale ed il suo capo e che precede il suo riflettere su quanto successo in macchina, nel traffico (in questo caso, la scena di passaggio può essere quella che vede il personaggio allontanarsi dal luogo di lavoro e salire in macchina). Va da sé che il tragitto lavoro-macchina non può essere affrontato allo stesso modo della litigata o della riflessione, in quanto così si metterebbe tutte le scene sullo stesso piano di importanza.

Una seconda ed ultima eccezione è invece quella per cui l’autore vuole che chi legge si faccia un’idea errata del narratore. Questo metterà infatti il lettore sul chi va là e ne incentiverà il ragionamento e la riflessione, in quanto potrebbe essere molto in dubbio la veridicità dell’ottica con cui vengono raccontati gli avvenimenti.

Concludiamo qui questo post dedicato alla regola del mostrare e non raccontare, sperando che possa essere utile a tutti gli aspiranti scrittori per migliorare la loro scrittura.

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