Published On: lun, Ott 15th, 2012

Il romanzo erotico

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Il tema principale del romanzo erotico si rifà espressamente al tema della sessualità. La narrazione può celare molti aspetti oppure svelare esplicitamente tutte le descrizioni inerenti alle intime pulsioni vissute dai personaggi. Si instaura, quindi, una grande differenza nei confronti del romanzo rosa che si abbandona a descrizioni basate sull’amore e sulla passione, unite a reconditi passaggi psicologici che rivelano le propensioni personali e psicologiche dell’individuo. Non bisogna cadere nell’errore di pensare al romanzo erotico come alla pornografia. Nella narrazione del genere, il ruolo principale è occupato dall’atto sessuale ma questo, talvolta, non viene descritto o esplicitato bensì contestualizzato nella scena.

Il sesso inizia a introdursi nella letteratura alla fine degli anni ’70 quando autrici come Jennifer Wilde e Rosemary Rogers descrivono personaggi maturi ed intraprendenti che amavano passare del tempo con giovani donzelle pure. Non è esclusa la possibilità di ritrovare pezzi di questo tipo anche in autori precedenti, come Boccaccio nel Decameron oppure negli antichi poemi di Saffo.  L’autore del genere decide di mantenere la dignità rompendo alcuni tabù e mantenendo salda la questione morale, che spesso si divide non consentendo alla questione femminile di venire alla luce.  Possiamo considerare come esempio L’amante di Lady Chatterley, in cui troviamo una donna protagonista che vuole fuggire dalla propria realtà scoprendo la sessualità che da sempre le è stata negata.  In questo contesto, il romanzo erotico desidera eludere quella condizione misera e condizionata per liberare la donna dalle incombenze del dovere, lasciando viaggiare mente e corpo nel mondo della sessualità. La modernità ha portato cambiamenti anche in questo ambito, introducendo nel genere altre tematiche, non meno importanti, che si configurano nei desideri e nelle fantasie proibite delle donne. Se si pensa a Lolita di Nabokov, viene subito alla luce la questione dell’attrazione patologica di un adulto nei confronti di una giovane ragazzina, oppure molti altri romanzi narrano dei rapporti promiscui o bisessuali. Nel romanzo erotico non c’è una ragione di fondo o un concetto da svelare, la narrazione segue il desiderio di espressione puro e violento, gli autori vogliono espressamente svelare tutti quegli argomenti e quelle azioni che fanno parte della realtà umana ma che talvolta si ha paura di raccontare, se non attraverso allusioni lontane dalla concretezza. In passato la censura era molto stretta, oggi invece basta aprire un giornale o accendere la televisione per essere aggrediti dalla fisicità del corpo nudo. Il pubblico non viene più tramortito dai colpi della narrazione erotica perché è già abituato a conoscere la trasgressione che è entrata nella regola della normalità. L’obiettivo degli scrittori è diventato più complesso e laborioso in quanto la necessità di colpire spinge a cercare la perversione più accesa e assurda. Nei romanzi presentati alla fine degli anni ’90 si trovano descrizioni che limitano tra pornografia e erotismo. La trama non si sofferma più sulla descrizione dei personaggi ma va subito a cercare la sorpresa dell’evento indicibile. I cambiamenti avvenuti sul piano della narrazione ricalcano quelli subiti dall’intera società e al momento storico che guarda principalmente all’obiettivo non al percorso per raggiungerlo. Per concludere efficacemente la descrizione del genere erotico possiamo in breve ricondurlo ad una battuta citata nel telefilm Sex and the City, in cui una protagonista dichiara che “Se il sesso è fantastico, chi se ne frega”.

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