Published On: mar, Nov 27th, 2012

Gli errori da evitare quando si scrive

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L’attività dello scrittore non richiede strumenti complessi o molto costosi, egli si serve di penna, carta e macchina da scrivere, mentre i più moderni optano per tablet o pc portatili. Nonostante questo bisogna porre molta attenzione e cura nella stesura dei romanzi in quanto è necessario eludere i tipici errori che talvolta gli scrittori appongono nelle loro narrazioni. Molto spesso gli scrittori esordienti cercano di utilizzare termini forbiti o parole di comprensione non chiara ed immediata, in questo modo cercano di elevare il livello della loro scrittura ma non si rendono conto di allontanarsi dal lettore stesso, che cerca aderenza e coinvolgimento nella storia narrata. Il messaggio, oltre ad essere chiaro all’autore, dovrebbe essere comunicato in modo conciso e limpido, in modo da non appesantire la narrazione, rischiando così di annoiare il lettore e rendere difficile il filo del discorso.

L’utilizzo di un linguaggio familiare alla nostra conoscenza e diretto al concetto è lo strumento più adatto alla costruzione solida di una storia. Inutile riportare frasi fatte e immagini retoriche già conosciute dal pubblico, il pubblico ha voglia di scoprire la novità e di trovare metafore innovative, che rimandino a qualcosa di inesplorato.

George Orwell, celebre autore del romanzo 1984, si discosta dall’utilizzo di metafore, che solitamente rimandano ad un linguaggio comune. Egli sottolinea come sia importante l’utilizzo di parole brevi, concise e usuali nella terminologia del pubblico. La forma attiva è la più idonea, inoltre lo scrittore non deve cercare conferma in termini distanti dalla sua lingua madre, bensì dovrebbe appropriarsi della conoscenza integrale del proprio idioma.

I canoni di coerenza e accuratezza che ritroviamo nei grandi autori devono essere i punti cardine della narrazione che lo scrittore si appresta a comporre. Prendendo spunto da questi si può riuscire a rendere il proprio romanzo piacevole alla lettura e il compositore deve avere come obiettivo quello che la sua opera rimanga nella memoria di chiunque decida di leggerla. Uno degli strumenti per raggiungere questa chiarezza è il linguaggio, infatti è caldamente sconsigliato utilizzare uno stile troppo elevato. Come esempio ci si può riferire a uno degli scrittori più importanti del Novecento, Italo Calvino, che ha utilizzato tre principi fondamentali per costruire le sue opere:  la leggerezza, quindi l’agilità nella scrittura e nella lettura, che sia chiara, definita e non si avvalga di superflui giri di parole per raggiungere il concreto del messaggio. Il secondo elemento si riferisce alla rapidità, per essere seguito dall’esattezza. Il linguaggio deve essere preciso e corretto, l’espressione del pensiero è fondamentale per rendere possibile al lettore l’immaginazione concreta della scena. Lo scritto deve essere in grado di evocare immagini reali nella mente del pubblico, che potrà ricalcare nitidamente delle immagini memorabili e incisive nella suo ricordo.

Mark Twain, scrittore Le avventure di Tom Sawyer, afferma la necessità di un linguaggio il più chiaro possibile. Il rischio che lui riconosce nella descrizione arricchita di elementi grammaticali e stilistici, rischia di perdere l’obiettivo principale e comunicativo della narrazione. La capacità dello scrittore nel porre elementi essenziali ma elevati, determina anche il suo successo.

Umberto Eco, autore italiano contemporaneo,  ha definito una serie di regole, precisamente 40, che permettono all’aspirante scrittore di creare un romanzo credibile. La lista è possibile leggerla all’interno della rubrica che l’autore cura da diverso tempo per il settimanale L’Espresso, La Bustina di Minerva. Con grande maestria, conoscenza e un pizzico di ironia, lo scrittore de Il nome della Rosa, è riuscito a distinguere i precetti necessari, che sicuramente risultano utilissimi per chi sta incominciando a scrivere.

Gli elementi proposti vanno tenuti a conto nel momento fondamentale della rilettura del testo. La revisione dovrebbe essere fatta più una volta, per il miglior risultato ottenibile.  Analizzare tutti gli elementi diventa una colonna portante della struttura del romanzo, che in questo modo si rende chiaro e leggibile nella grammatica così come nell’ortografia.

La scrittura di un lavoro letterario non è una creazione che va fatta solo con l’emozione e la passione che può scaturire il messaggio, bensì è importante anche come viene presentata letteralmente la scena in cui agiscono i personaggi e avvengono gli eventi portanti della storia.

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