Published On: lun, ott 15th, 2012

scrivere un thriller

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Nei post precedenti abbiamo affrontato le tematiche dei personaggi e quella delle ambientazioni del romanzo thriller (per chi fosse interessato all’argomento consigliamo di consultare “Come scrivere un buon thriller -parte prima- e -parte seconda-), e con questo post proseguiamo ad illustrare gli elementi basilari per la scrittura di un romanzo thriller.

Dopo aver creato i personaggi e le ambientazioni in cui si svolgerà il racconto, è necessario trovare quell’elemento che creerà scompiglio e darà una svolta alla trama. Esso è ciò che darà spessore alla trama, ed è ciò che differenzia un libro noioso da uno avvincente e coinvolgente, e per questo motivo va studiato con cura.

L’elemento di cui stiamo parlando può essere creato attraverso l’inserimento di un particolare desiderio, ma si badi bene: non deve essere un desiderio banalmente superficiale, di poco rilievo. Al contrario, deve essere di una forza tale da diventare una necessità impellente per il personaggio a cui si decide di affidarlo, ed il personaggio non deve poterlo ignorare (ovviamente affinchè questo avvenga l’autore deve mettere in campo tutte le sue abilità).

Elementi come la fama, il denaro, il sesso e, ovviamente, il potere sono dei desideri che, nelle mani abili di un autore di thriller, possono diventare le motivazioni scatenanti che portano un determinato personaggio a  trasformarsi in un ferocissimo e spietato assassino.

A questo punto è necessario quindi riprendere il personaggio del carnefice (di cui si è parlato nel primo post dedicato a questo genere letterario) e tentare di capire quali possono essere le sue motivazioni, cosa lo ha portato a diventare ciò che è. Le radici del desiderio che ora lo sta divorando vanno infatti cercate nel suo passato, nella sua storia e nelle strade che ha deciso di percorrere.

Non è necessario raccontare nel dettaglio tutto ciò che è successo, in quanto procedere in questo senso rischia di annoiare il lettore e, ovviamente, non è un risultato auspicabile. Al contrario, risulta molto più utile e produttivo lasciare che questi elementi emergano in modo spontaneo e non invasivo all’interno della narrazione. Un carnefice che sa utilizzare abilmente delle lame (come ad esempio i coltelli) può avere un passato legato a professioni che utilizzano e maneggiano abitualmente oggetti affilati. La scelta di fare del carnefice un ex macellaio oppure un ex chirurgo sta, ovviamente, all’autore ed ai suoi scopi; in ogni caso, è sempre utile riflettere accuratamente su questi aspetti.

Una volta individuato il desiderio che sta lacerando il personaggio è sempre bene tenerlo bene a mente in modo tale da riuscire a creare una storia che sia coerente con esso, così da mantenere sempre alta l’attenzione e il coinvolgimento del lettore.

Il passo successivo è quello di immaginare e successivamente scrivere la possibile evoluzione degli eventi, ovvero come la scena di quotidianità (di cui abbiamo già parlato nel secondo post) si modifica e si trasforma nella scena in cui ambientare le azioni del carnefice protagonista del thriller. È bene quindi riflettere su come il desiderio lacerante si rifletterà sulle azioni e sulle scelte del carnefice.

Non bisogna inoltre dimenticare la vittima, in quanto non è così scontato che debba soccombere: dipende infatti da come l’autore ha intenzione di articolare il proprio racconto.

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